Il ruolo della 14001 nello sviluppo di attività di sostenibilità ambientale

14001 e sostenibilità

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Come integrare l’economia circolare nei modelli di gestione ambientale? E come migliorare quindi la credibilità aziendale sui temi della sostenibilità verso enti, investitori e clienti?

Dall’entrata in vigore, nel settembre 2020, del pacchetto di riforme sulla circular economy, il tema della sostenibilità ha iniziato a rivestire un ruolo che diventa sempre più pressante per quanto riguarda le scelte strategiche aziendali. Un pilastro fondamentale su cui puntare è sicuramente favorire la transizione verso la circolarità delle risorse, dell’energia e dei propri scarti di produzione, ma è necessario anche ridisegnare dall’interno la propria immagine aziendale.
Lo sviluppo ed il mantenimento del sistema di gestione per l’ambiente (ISO14001) può offrire delle concrete chiavi di lettura e di azione per progettare e rendere operative delle soluzioni utili per intervenire nell’ambito della sostenibilità di un processo o di un contesto. Ma partiamo dall’inizio.

Cosa si intende per sostenibilità ambientale e quali sono gli obiettivi per salvaguardare il nostro pianeta?

Per sostenibilità ambientale si intende la capacità di preservare nel tempo, sul lungo periodo, le tre funzioni dell’ambiente, quale fornitore di risorse, ricettore di rifiuti e fonte diretta di utilità.

La gran parte della teoria economica del passato non ha contemplato gli impatti negativi (in termini di risorse sprecate e di rifiuti generati) della produzione e del consumo lineare. Al momento dell’esaurimento della funzione assolta da un prodotto, risultava naturale che per lo stesso si potesse prevedere l’abbandono, attraverso il suo smaltimento. La conseguenza però era una grande perdita di risorse e di materiali.
Nel 2015 l’Onu ha stabilito i 17 grandi obiettivi per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030 tra le quali compare il consumo e la produzione responsabile.

L’economia circolare rappresenta una sfida epocale che punta all’eco-progettazione di prodotti durevoli e riparabili per prevenire la produzione di rifiuti e massimizzarne il recupero, il riutilizzo e il riciclo per la creazione di nuove “supply chains”. Il successo della transizione da economia lineare a circolare dipenderà da un lato dalla capacità della pubblica amministrazione, delle imprese e del no-profit di lavorare in sintonia di intenti secondo norme più semplici, spedite ed efficienti, dall’altro da un generale aumento di consapevolezza e di partecipazione da parte dei cittadini nelle proprie scelte di consumo e nel corretto smaltimento dei rifiuti.

Come agire?

Il punto di partenza per qualsiasi azienda è quella di conoscersi e analizzarsi, per comprendere con lungimiranza l’evoluzione possibile in base al proprio contesto di riferimento. È importante poi cambiare assetto mentale, a partire dalla leadership e a cascata su tutti i dipendenti e definire per ciascuno obiettivi, ruoli e responsabilità.
Bisogna puntare all’efficienza in termini di risorse, competenze e tempo, ma pensando in un’ottica di economica circolare, in cui ovvero scarti e rifiuti hanno un valore e vanno considerate una ricchezza. In ultimo monitorare i risultati del nuovo assetto, per capirne l’andamento e le azioni correttive o di miglioramento.

Ricordiamoci che in questa visione è il Pianeta che stabilisce i confini dello sviluppo economico e le strategie di business aziendale possono portare al successo solo a patto che siano intelligenti dal punto di vista ambientale.

La competitività richiede Sostenibilità

I sistemi di gestione ambientale ben si adattano a questa visione perché ripercorrono le tappe sopra esposte in modo strutturato, con consapevolezza, responsabilità, obiettivi misurabili, educazione ed autocontrollo. L’evoluzione e l’orientamento al cambiamento sono pilastri fondamentali per la revisione e il miglioramento continuo di cui i sistemi di gestione sono promotori.

Per rendere l’impresa più trasparente e permettere una valutazione migliore delle sue potenzialità da parte del mondo della finanza, degli investitori, delle istituzioni e dei consumatori, le aziende possono pubblicare il Bilancio di sostenibilità, un giudizio sintetico che certifica la solidità dal punto di vista degli aspetti ambientali, sociali e di governance.

Nel maggio è stata pubblicata la BS:8001, la prima linea guida pensata per aiutare le organizzazioni ad implementare i principi dell’economia circolare all’interno dei propri processi, attraverso 6 principi chiave:

  • Comprensione degli impatti a livello sistemico
  • Innovazione – Rethinking della gestione delle risorse
  • Responsabilità degli effetti sistemici dei propri impatti
  • Cooperazione per garantire vantaggi a livello di sistema
  • Ottimizzare il valore delle risorse
  • Trasparenza su barriere e vantaggi

Per saperne di più, scrivici su mkt@tharsos.it

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