Il Green Deal europeo ha tracciato la rotta, ma per percorrerla le aziende hanno bisogno di strumenti accessibili e di facile utilizzo, perché spesso l’impegno verso la sostenibilità si scontra con un labirinto di procedure infinite che frenano l’innovazione.
Con il nuovo Pacchetto Omnibus Ambiente (OMNIBUS VIII), presentato ufficialmente il 10 dicembre 2025, l’Unione Europea interviene direttamente sulla struttura delle norme per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese senza abbassare la guardia sulla tutela del pianeta.
I numeri della semplificazione: risparmi per 1 miliardo di euro
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: tagliare la burocrazia del 25% per le grandi imprese e fino al 35% per le PMI. Secondo le stime della Commissione, queste misure permetteranno alle aziende europee di risparmiare circa 1 miliardo di euro ogni anno, risorse che potranno essere finalmente spostate dagli adempimenti burocratici agli investimenti in tecnologie pulite.
Le principali novità del pacchetto
Per chi si occupa di ambiente, energia e sostenibilità in azienda, le modifiche introdotte dal pacchetto “Omnibus” segnano un cambio di passo operativo:
- Semplificazione Autorizzativa: Vengono introdotte corsie preferenziali per i progetti strategici, in particolare quelli legati alle materie prime critiche e alla transizione digitale, con procedure più rapide e razionalizzate.
- Addio alla banca dati SCIP: Considerata eccessivamente onerosa, la banca dati sulle sostanze pericolose nei prodotti verrà abrogata. Al suo posto, si punta sul più moderno Passaporto Digitale dei Prodotti, evitando la duplicazione dell’inserimento dei dati.
- Emissioni Industriali: Semplificazione in vista per la Direttiva IED. Viene eliminato l’obbligo del “piano di trasformazione” e si riduce la necessità di audit indipendenti per i sistemi di gestione ambientale (EMS) già certificati.
- Responsabilità Estesa del Produttore (EPR): Per facilitare il mercato unico, le imprese saranno temporaneamente esentate dall’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in ogni Stato membro in cui operano.
- Dati Geospaziali e Trasparenza: La revisione della direttiva Inspire permetterà un accesso più fluido e digitale ai dati ambientali, facilitando il monitoraggio e la reportistica ESG.
Verso il 2026: una sfida di competitività
Il 2026 si prospetta come l’anno della semplificazione operativa. Come sottolineato dai Commissari UE, l’obiettivo non è deregolamentare, ma rendere le norme più efficaci e facili da attuare.
Per le imprese italiane, farsi trovare pronte significa trasformare questi cambiamenti in un vantaggio competitivo.
In Tharsos monitoriamo costantemente l’evoluzione della normativa europea per supportare le aziende in questo percorso di aggiornamento, garantendo quella “risposta sicura” necessaria per navigare la transizione ecologica con efficienza e conformità.


