UNI 12010:2026: nasce il tecnico qualificato per il controllo di catene, funi e brache

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Catene, funi, brache e accessori di sollevamento sono attrezzature presenti ogni giorno in magazzini, cantieri e reparti produttivi. Il loro controllo periodico è essenziale per la sicurezza. Finora, però, mancava un riferimento chiaro su un punto fondamentale: chi è davvero competente a eseguirlo?

La UNI 12010:2026 risponde a questa domanda. Non sostituisce alcuna disposizione precedente: colma una lacuna normativa e introduce uno standard nazionale unico di competenza per il tecnico qualificato al controllo periodico di catene, funi, brache di sollevamento ed accessori di sollevamento. Un chiarimento utile per le aziende: il tecnico non deve necessariamente essere interno. Il controllo può essere affidato anche a un professionista esterno qualificato.

Due livelli, tre profili

La norma articola la figura in due livelli.
Il tecnico junior si divide in due profili specialistici. Il profilo SG riguarda le sole brache e gli accessori di sollevamento. Il profilo FC riguarda catene e funi installate sugli impianti di sollevamento come organo di trasmissione.

Il percorso formativo

Il tecnico, interno o esterno, deve essere formato da un ente accreditato ai sensi della UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012. Il percorso segue le indicazioni della norma e alterna aula e laboratorio pratico. Indicativamente, il profilo Junior FC richiede 32 ore (16 di aula e 16 di laboratorio). Il Junior SG ne richiede 96 (52 + 44). Il profilo Senior ne richiede 120 (62 + 58). Per ora la norma non prevede uno specifico percorso di aggiornamento periodico per mantenere le competenze.

La valutazione di conformità

La qualifica si ottiene con una valutazione di terza parte, svolta da un organismo di certificazione indipendente e accreditato secondo la stessa ISO/IEC 17024. Per il livello Senior l’esame comprende più fasi. Si parte dall’analisi del curriculum, supportato da documentazione. Seguono due test scritti a risposta multipla, uno sulle conoscenze di base e uno su quelle specifiche, con un margine di errore massimo del 20%. Poi c’è un caso di studio, in cui il candidato descrive una procedura di lavoro. Infine sono previsti un colloquio orale e una prova pratica: il candidato ispeziona accessori, brache, catene e funi montate su impianto e compila il relativo registro di controllo.

In Tharsos affianchiamo le aziende nella gestione delle attrezzature di sollevamento. Le aiutiamo a capire quale profilo serve alla loro realtà, se conviene formare personale interno o affidarsi a un tecnico esterno, e come organizzare controlli e registri in modo conforme.

La UNI 12010:2026 trasforma il controllo degli accessori di sollevamento in un’attività con requisiti di competenza chiari e verificabili. Per le imprese è l’occasione di rivedere chi esegue oggi questi controlli e con quali garanzie.

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