La sicurezza sul lavoro non si esaurisce nei numeri. Un’azienda può registrare zero infortuni e avere comunque una cultura della sicurezza fragile, in cui i risultati dipendono più dal caso che dai comportamenti delle persone. Da questa consapevolezza nasce il metodo Tharsos per il rating della cultura della sicurezza.
Perché è importante misurare quanto la sicurezza fa davvero parte della vita aziendale?
Perché i dati classici sulla sicurezza raccontano solo una parte della storia, e spesso arrivano tardi.
Indicatori come infortuni, indici di frequenza e di gravità guardano al passato: registrano ciò che è già successo. Misurare la cultura permette invece di guardare avanti: se le persone non si sentono libere di segnalare un pericolo, se percepiscono le procedure come burocrazia o se sotto pressione la produzione passa davanti alla sicurezza, sono segnali che anticipano i problemi prima che diventino incidenti.
Misurare serve anche a rendere gestibile qualcosa che altrimenti resta vago. “Promuovere e migliorare la cultura della sicurezza” è un obiettivo condiviso da tutti, ma senza un dato di partenza non si sa dove intervenire né se gli interventi funzionano. Un indicatore come il Rating trasforma il clima percepito e il clima osservato in numeri confrontabili, mostra quali dimensioni sono deboli e in quali gruppi, e consente di verificare nel tempo l’efficacia di formazione e azioni correttive.
Il nostro metodo misura il livello di maturità della cultura della sicurezza integrando le due prospettive.
La prima è oggettiva e si basa sull’analisi dei principali KPI HSE: l’andamento degli indici di frequenza e gravità degli infortuni, le segnalazioni di near miss, la loro gestione e la copertura formativa. La seconda, che pesa per il 70% sul risultato finale, dà voce ai lavoratori e allo sguardo sul campo: attraverso focus group o questionari anonimi indaga quattro dimensioni chiave, ovvero comunicazione e formazione, credibilità e leadership, apertura e fiducia, percezione del rischio e comportamenti. Accanto all’analisi del percepito si affianca l’analisi sul campo dei comportamenti per verificare la coerenza e l’integrità dei dati soggettivi.
Il risultato è il Rating della Cultura della Sicurezza, un indicatore unico che colloca l’azienda su un livello basso, medio o alto e mette in evidenza punti di forza e aree di vulnerabilità, così da poter intervenire in modo mirato.
Il prossimo 5 novembre, in presenza a Milano e in webinar, ti presentiamo il nostro approccio che unisce dati oggettivi e la voce delle persone.
I nostri esperti spiegheranno come funziona il metodo, come si leggono i risultati e quali vantaggi concreti porta: una formazione che diventa un investimento misurabile, un processo strutturato e dimostrabile in sede di audit, un maggiore coinvolgimento delle persone e una sicurezza vissuta come responsabilità condivisa.
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